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Perché l’ex editor di Dragon Ball critica ancora Toyotaro? Un’analisi

Perché l’ex editor di Dragon Ball critica ancora Toyotaro? Un’analisi

Dopo la scomparsa di Akira Toriyama, Kazuhiko Torishima, suo storico editor, ha espresso apertamente le sue opinioni sulla gestione attuale del franchise di Dragon Ball. Le sue critiche sono rivolte in particolare a una figura da lui definita “arrogante, che non ha mai creato una sola pagina né scritto una sola riga di Dragon Ball”. Ma cosa motiva queste prese di posizione così dirette?

Una critica al franchise e al suo pubblico

Tra le critiche più recenti di Torishima, spicca quella riguardante l’annuncio del parco a tema Dragon Ball in Arabia Saudita. Secondo Torishima, un’attrazione del genere dovrebbe essere realizzata esclusivamente in Giappone, poiché i bambini giapponesi non avrebbero facile accesso al parco in Arabia Saudita. Questa è una posizione in cui la **cultura giapponese** viene sentita molto forte.

Chi ha partecipato al Japan Expo 2025 ricorderà anche la conferenza “Le tecniche manga balèzes di Mashirito”, durante la quale Torishima ha analizzato criticamente il lavoro di Toyotaro su Dragon Ball Super e il suo one-shot “Lost Samurai” (di cui, tra l’altro, non si hanno più notizie).

Già a novembre, Torishima aveva bollato senza mezzi termini come “spazzatura, anche peggio” l’apertura del primo negozio ufficiale di Dragon Ball in Giappone. In precedenza, aveva riservato lo stesso trattamento a Dragon Ball DAIMA, definendolo “rifiuti”. Insomma, nessuno è risparmiato!

Più recentemente, alla Jump Festa 2026, l’ex editor ha criticato la copertina del volume 24 di Dragon Ball Super con un tweet che ha generato diverse interpretazioni: alcuni vi hanno letto disprezzo, altri incoraggiamento.

È vero, da un punto di vista occidentale, queste critiche possono sembrare aspre, persino umilianti, soprattutto quando rivolte pubblicamente a un individuo. Ma se cambiassimo prospettiva? Se analizzassimo la questione con i codici giapponesi, anziché con una mentalità occidentale?

Il messaggio nascosto di Kazuhiko Torishima

Innanzitutto, è fondamentale capire chi sta parlando e da che posizione lo fa. Kazuhiko Torishima non è un semplice ex editor nostalgico. Nella storia del manga, rappresenta la figura del super-editor autoritario, colui che ha plasmato autori come Akira Toriyama a suon di rifiuti, critiche feroci ed esigenze maniacali. In Giappone, Torishima è visto come un senpai assoluto, quasi un’autorità morale del settore.

1. Un appello alla responsabilità nella gestione di Dragon Ball

Quando Torishima attacca la gestione di Dragon Ball, puntando il dito (implicitamente) contro Akio Iyoku, non si tratta di una faida personale, ma di una logica squisitamente giapponese di responsabilità gerarchica. Nella cultura aziendale giapponese:

  • Il produttore ha la responsabilità (quasi simbolica) di un progetto.
  • Criticare pubblicamente un decisore è accettabile se si ritiene che la visione sia compromessa.

In sintesi, non è uno sfogo anarchico, ma la presa di parola di un veterano che ritiene che la licenza abbia perso la sua anima culturale e creativa, anche se il tutto si inserisce in un contesto di lotta per i diritti di Dragon Ball dopo la morte di Akira Toriyama. La scomparsa di Toriyama ha lasciato un vuoto nel **franchise di Dragon Ball** che molti sentono.

2. Un appello al conservatorismo culturale

La sua reazione riguardo al parco Dragon Ball in Arabia Saudita può essere interpretata come un *bunka shugi* (difesa della cultura) – non nazionalismo, né conservatorismo radicale, ma la rivendicazione di una fedeltà culturale implicita, molto diffusa tra le generazioni giapponesi più anziane. Nell’ottica tradizionale giapponese:

  • Dragon Ball è un orgoglio culturale.
  • La priorità morale va ai bambini giapponesi.
  • Esportare prima di aver onorato il territorio d’origine è considerato negativo.

Nel mondo occidentale del 2025, Torishima verrebbe probabilmente etichettato in vari modi negativi, mentre in Giappone la sua posizione è vista come una difesa del patrimonio culturale. I giapponesi sono restii a vedere intaccato il loro **patrimonio culturale**.

3. La critica pubblica a Toyotaro: umiliazione o trasmissione di conoscenza?

Questo è forse l’aspetto in cui la lettura occidentale fraintende maggiormente la situazione. Quando Torishima critica pubblicamente Toyotaro (soprattutto per Dragon Ball Super e il suo one-shot), non lo sta sminuendo. Sta semplicemente replicando il comportamento che aveva con Toriyama stesso. Nella cultura giapponese:

  • Un *senpai* (anziano) che ignora un *kohai* (cadetto) = disprezzo.
  • Un *senpai* che critica severamente = riconoscimento del potenziale.
  • La critica pubblica è una prova di solidità mentale.

Torishima non si rivolgerebbe mai in questo modo a un autore che considera privo di futuro. Al contrario, questa durezza è un modo per affermare: “Sei degno di essere trattato seriamente”. È un atteggiamento tipicamente giapponese.

Senpai – *Kohai*: l’anziano esperto che guida, critica e trasmette (a volte in modo diretto), e il giovane che impara, incassa le critiche e progredisce in silenzio.

Inoltre, Torishima ha spiegato via Twitter il motivo della sua critica alla copertina del volume 24 di DBS: “Quando un’opera o una persona non mi interessa, non mi prendo nemmeno la briga di criticarla”. In altre parole, se critica è perché vede del potenziale. L’indifferenza è la vera condanna.

Perché tutto ciò scandalizza l’Occidente

Molti fan parlano di umiliazione perché il pubblico occidentale proietta i propri codici, che includono:

  • La valorizzazione della benevolenza nel management.
  • Il rifiuto dell’autorità verticale (cari membri della Gen-Z!).

Il Giappone, invece, si basa ancora ampiamente su:

  • La gerarchia assunta.
  • La trasmissione attraverso l’attrito (le critiche).
  • L’idea che l’ego dell’autore debba essere infranto per progredire.

E avrete notato: Toyotaro non ha mai reagito come una persona umiliata. Il suo atteggiamento è sempre rimasto rispettoso, silenzioso e concentrato, che è precisamente la risposta attesa in un contesto simile.

Torishima, il guardiano del tempio

In sintesi, Torishima non sta conducendo una crociata personale. Agisce come un vecchio guardiano del tempio, con metodi del secolo scorso, in un mondo che è cambiato. Questo crea uno shock culturale, soprattutto al di fuori del Giappone, ma nei codici giapponesi il suo atteggiamento resta coerente, comprensibile e, per alcuni professionisti, persino legittimo. Invito tutti a leggere le citazioni originali in giapponese dei suoi tweet per vedere le reazioni del pubblico giapponese, che spesso interpreta i commenti di Torishima come benevolenza.

Non dimentichiamo che è anche grazie a Kazuhiko Torishima che Dragon Ball ha raggiunto una tale popolarità e che Akira Toriyama è diventato una leggenda del manga. Questo dà alle sue parole un peso che non dovremmo sottovalutare!