Dragon Ball Super: Torishima critica la copertina del volume 24 come un “ikebana fallito”
Kazuhiko Torishima, figura chiave nella storia di Dragon Ball, ha espresso una critica costruttiva (e benevola!) sulla copertina del volume 24 di Dragon Ball Super. Le sue osservazioni, nate durante il Jump Festa 2026, sono state spesso fraintese, riducendole a un semplice commento superficiale sulla “direzione degli sguardi”. Torishima ha voluto chiarire il suo punto di vista.
La critica di Torishima: una questione di struttura
Durante l’ultima emissione di KosoKoso, Torishima ha spiegato nel dettaglio cosa lo ha realmente infastidito della copertina. Ha usato una metafora tipicamente giapponese: quella dell’ikebana, l’arte tradizionale della composizione floreale. Secondo Torishima, la copertina appare bella, ma è fondamentalmente mal strutturata.
L’assenza di una struttura chiara
Torishima ha confessato di aver provato subito un senso di disagio vedendo l’illustrazione. “I cinque personaggi sono riuniti come un cast all-star”, ha detto, “ma le loro linee di sguardo sono totalmente disperse. Nessuno guarda nella stessa direzione, e non c’è un collegamento visivo che guidi l’occhio del lettore”.
Non si tratta quindi solo della direzione degli sguardi, ma di una mancanza di coerenza complessiva. Lo sguardo non sa dove posarsi, ed è impossibile identificare un personaggio principale. Per Torishima, questo è un errore grave: una copertina di manga deve avere un’intenzione chiara, rispondendo a domande semplici: chi è il protagonista? Dove si trova il centro emotivo? Come gli altri personaggi servono questo punto focale?
L’ikebana come chiave di lettura
Per spiegare la sua sensazione, Torishima ha usato l’esempio dell’ikebana: se si mettono semplicemente dei fiori grandi e bellissimi in un vaso, senza gerarchia né organizzazione, non si ottiene una composizione floreale, ma solo un accumulo. Un ikebana ben fatto parte dalla scelta di un fiore principale, e gli altri elementi servono a valorizzarlo. La struttura è più importante della bellezza individuale.
Secondo Torishima, la copertina del volume 24 funziona al contrario: tutti i personaggi sono trattati allo stesso modo, senza un centro, come se ognuno dovesse attirare l’attenzione allo stesso livello. Il risultato è visivamente attraente, ma narrativamente vuoto.
Illustrazione vs. Pagina di Manga
Torishima ha fatto un’affermazione ancora più profonda, dicendo che la copertina sembra più il lavoro di un illustratore che di un mangaka. Toyotaro ha usato personaggi creati da Akira Toriyama e ha cercato di mostrarli tutti equamente, un’intenzione rispettosa, ma contraria alla logica del manga.
Il manga si basa su una gerarchia chiara: non tutti i personaggi possono essere centrali contemporaneamente. Alcuni devono esistere per rafforzare il protagonista, non per diluirne l’importanza. Dietro la copertina, si cela una questione di creazione e di eredità.
“Effacciare Toriyama” per diventare un vero Mangaka
Torishima ha ricordato che la creazione dei personaggi rappresenta circa l’80% del lavoro di un mangaka. Akira Toriyama ha lavorato a lungo per affermare Goku come personaggio centrale e, una volta raggiunto questo obiettivo, Dragon Ball è esploso. Toyotaro non ha ancora vissuto pienamente questa lotta, poiché lavora su personaggi che non ha creato lui stesso.
Per questo motivo, Torishima afferma che quello che vediamo oggi “assomiglia a un manga”, senza esserlo completamente. La frase più forte di Torishima è stata forse questa: Toyotaro deve “liberarsi di Akira Toriyama”. Non si tratta di rinnegare l’eredità di Toriyama, ma di smettere di riprodurla inconsciamente. Imiterà ciò che si pensa sia giusto è mera copia, non creazione. Per esistere come autore, bisogna assimilare un’eredità e poi negarla parzialmente per produrre qualcosa di nuovo.
In conclusione, paragonando implicitamente la copertina del volume 24 a un ikebana fallito, Torishima non cerca di umiliare. Esprime una visione esigente del manga, fondata sulla struttura, la gerarchia e la narrazione. Non parla solo di un’illustrazione, ma di ciò che distingue una bella immagine da una vera pagina di manga e di cosa significa, secondo lui, diventare un mangaka a tutti gli effetti.


